Qual è l’accordo Brexit sul tavolo?

accordo brexit

Oggi, 29 marzo 2019 è una delle tante “giornate chiave” per la Brexit. Oggi il parlamento è chiamato a votare nuovamente l’accordo raggiunto tra Theresa May e Bruxelles per l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea. L’esito della votazione non è scontato, ma il tempo a disposizione per trovare un accordo è esaurito. L’Unione Europea si aspetta che oggi questo piano passi, per permettere al Regno Unito di uscire il 22 maggio. In caso di nuova bocciatura si aprono diverse opzioni, ma entro il 12 aprile sarà necessario comunicare a Bruxelles quali sono le intenzioni di Londra. Ne parliamo alla fine dell’articolo.

Se volete seguire la discussione live alla Camera del comuni ecco il link per lo streaming della BBC.

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Ecco l’accordo raggiunto da Theresa May, sintetizzato nei suoi punti principali dall’ Evening Standard.

Il “Backstop” – il nodo del confine irlandese

La questione più controversa è il “backstop” dell’Irlanda del Nord, che è essenzialmente una polizza assicurativa per evitare il ritorno ai controlli di frontiera tra la Gran Bretagna e l’Irlanda (membro dell’Unione Europea) che potrebbe minacciare l’accordo di pace del 1998, che pose fine a 30 anni di violenza.

backstop confine irlandese

Il progetto di accordo prevede una scadenza del luglio 2020 data entro la quale di dovrà prendere una decisione su cosa fare per assicurarsi che la frontiera rimanga aperta dopo la fase di transizione post-Brexit.

Se un nuovo accordo commerciale non fosse raggiunto per questa data, la Gran Bretagna avrebbe bisogno di estendere il periodo di transizione oltre dicembre 2020, o di accettare a questo punto un accordo doganale che riguarderebbe tutto il Regno Unito.

In base a tali accordi, l’Irlanda del Nord sarebbe allineata più strettamente con le norme doganali e gli standard di produzione dell’UE.

Qualsiasi modifica o risoluzione di tali accordi, dopo la fine della transizione, dovrebbe essere concordata tra Londra e Bruxelles.

Pesca

L’UE ha ripetutamente affermato che non consentirebbe agli esportatori britannici di prodotti ittici contingentamento e accesso senza dazi ai mercati dell’UE, a meno che non ci sia in cambio un accordo reciproco che consenta alle flotte da pesca dell’UE di continuare a operare nelle acque britanniche.

Ma l’accordo sul ritiro si limita essenzialmente a dire che l’UE applicherebbe dazi sul pesce fino a quando non sarà raggiunto un accordo separato sull’accesso alla pesca dell’UE nelle acque britanniche.

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Diritti dei cittadini

brexit protagonisti

La fine della libertà di movimento è stata una richiesta chiave per molti che hanno votato per il “leave”, questo avverrà alla fine del periodo di transizione. Le future regole sull’immigrazione non sono state incluse nel processo di negoziazione. Ciò significa che la Gran Bretagna ha la flessibilità per impostare le proprie.

I diritti esistenti dei milioni di cittadini dell’UE residenti nel Regno Unito e dei britannici che vivevano altrove in EU dovrebbero essere già stati garantiti, in teoria.

Periodo di transizione

La Gran Bretagna lascerà l’UE, ma rimarrà all’interno del mercato unico del blocco e vincolata dalle sue regole fino alla fine di dicembre 2020, mentre le due parti elaboreranno una nuova relazione commerciale. Il periodo di transizione può essere prorogato di comune accordo entro il 1 luglio 2020 se entrambe le parti decidono che è necessario più tempo.

I costi della Brexit

La Gran Bretagna accetta di coprire i contributi alle pensioni del personale e gli impegni per i programmi UE che il Regno Unito ha concordato mentre era membro per il periodo di finanziamento che va fino al 2020. Il disegno di legge è stato stimato in circa 39 miliardi di sterline.

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E dopo? Una Strada difficile da percorrere

Il risultato finale per il Regno Unito rimane incerto, questo accordo è stato respinto già due volte dalla Camera dei comuni, che nella giornata di mercoledì ha bocciato anche tutte le altre opzioni alternative. Il primo ministro Theresa May ha annunciato che si dimetterà, in cambio di un voto a favore del suo deal (di fatto l’unico sul tavolo attualmente), oggi si vota e l’esito non è per nulla scontato.

Gli scenari vanno da un tranquillo divorzio a un altro referendum, passando ovviamente per il tanto temuto no deal. La bbc ha provato a ricostruire il percorso della brexit a partire da oggi (29 marzo).

brexit options table
Fonte BBC.CO.UK

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