Nuovo referendum sulla Brexit? Ecco Come potrebbe funzionare.

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I leader dell’UE hanno concordato un piano per ritardare il processo dell’articolo 50, posticipando la Brexit oltre il 29 marzo, ma il Parlamento rimane ancora in stallo sulla strada da seguire.

Un’opzione per rompere lo stallo politico potrebbe essere quella di offrire al pubblico un nuovo voto sulla Brexit.

La Commissione elettorale ha dichiarato a BBC News che ha “piani di emergenza in atto” ed è pronta “a rispondere rapidamente a qualsiasi referendum non programmato”.

Quindi, come funzionerebbe un altro referendum sulla permanenza del Regno Unito all’UE?

Approvazione della Legge

Per consentire un referendum, la legislazione dovrebbe prima di tutto essere approvata in Parlamento. Questa stabilirà le regole della consultazione e il regolamento della campagna.

Ci sono voluti sette mesi prima che il Parlamento firmasse la precedente legislazione che ha portato al referendum del 2016.

Ma potrebbe essere fatto più velocemente questa volta?

Una possibile opzione è quella di utilizzare il 2015 Act come modello, in questo modo, si stima che ci vorranno comunque circa 11 settimane perché sia approvato dal Parlamento.

Sulla base di tale calendario, si arriverebbe fino a fine maggio – e questo è se il processo iniziasse oggi.

Ci vorrebbe ancora di più se i parlamentari volessero più opzioni sulla scheda elettorale, a differenza della scelta tra “LEAVE” o “REMAIN” del 2016.

La domanda

Alla fine spetterebbe al Parlamento decidere quale potrebbe essere la domanda.

La campagna “People’s Vote”, che vuole un referendum sull’ultimo accordo sulla Brexit, afferma che la scelta tra l’accordo e la permanenza nell’UE è la loro preferenza, ma non esclude la possibilità che gli elettori abbiano tre opzioni.

Alcuni sostengono che se dovesse esserci un altro voto, “Remain” non dovrebbe comparire nelle schede elettorali e dovrebbe essere una scelta semplice tra un accordo sulla Brexit e lasciare l’UE senza un accordo.

Ci sono anche altre opzioni. Justine Greening, ex ministro del governo conservatore che sostiene un altro referendum, ha precedentemente chiesto tre scelte:

Se ci fossero diverse opzioni, i parlamentari avrebbero anche bisogno di decidere quale sistema di voto usare – cioè gli elettori farebbero una scelta univoca o voterebbero in ordine di preferenza?

La Commissione elettorale avrebbe anche bisogno di testare la domanda proposta e assicurarsi che fosse presentata “in modo chiaro, semplice e neutrale”.

La campagna

La Commissione dovrebbe fornire informazioni agli elettori su come prendere parte al referendum e assicurarsi che ci siano abbastanza scrutatori in tutto il paese.

La campagna, di solito dura quattro settimane, seguita dal voto stesso.

La Commissione elettorale ha dichiarato a BBC News che tutto ciò richiederebbe un minimo di 10 settimane – dal passaggio della legislazione alla data del voto, come indicato nei Political Parties, Elections and Referendums Act 2000.

Quindi, sommando il tempo per passare la legge e organizzare una campagna, il processo richiederebbe un minimo di 22 settimane.

Il referendum in 10 giorni

Ma non è inaudito che i paesi possano tenere referendum su scadenze molto più serrate.

Tre anni fa, la Grecia ha organizzato un referendum in poco più di una settimana, durante il quale gli elettori hanno respinto i termini di un salvataggio internazionale in seguito alla crisi del debito del paese.

Tuttavia, se i referendum sono organizzati troppo frettolosamente, si può dare l’impressione che la normale procedura non venga seguita, e gli elettori potrebbero vedere il risultato finale come illegittimo.

Un referendum simile ai quello della Grecia, per esempio, non consentirebbe abbastanza tempo per organizzare i voti postali e valutare la domanda sulla scheda elettorale.

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